Si parla tantissimo di quoziente intellettivo, al quale diamo moltissimo peso nella nostra vita di tutti i giorni, tanto che se ne parla sia negli ambienti di lavoro che in quelli familiari o nei contesti scolastici e universitari. Non si tratta però dell’unico tipo di sistema per misurare l’intelligenza. Anzi, il quoziente intellettivo non riesce a dare una stima della cosiddetta “intelligenza emotiva“.
Per misurare quest’ultima si utilizza invece l’EQ, o quoziente emotivo. Si tratta di un indice in grado di dare una stima della capacità di un individuo di interpretare, comprendere, gestire e rispondere alle emozioni proprie e degli altri. Una caratteristica sempre più ricercata nel mondo del lavoro.
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Cos’è l’intelligenza emotiva?
La definizione di intelligenza emotiva e la sua misurazione derivano da una teoria sviluppata dallo psicologo statunitense Daniel Goleman. Come abbiamo visto, essa si basa sulla capacità di un individuo di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, utilizzando le informazioni elaborate per rispondere agli stimoli e per guidare i propri pensieri e le proprie azioni.
L’intelligenza emotiva comprende diversi aspetti, tra cui:
- Consapevolezza di sé: essa include la capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni, nonché le influenze che hanno sulle azioni e sul comportamento.
- Autogestione: essa include la capacità di gestire le proprie emozioni in modo efficace, controllando gli impulsi, adattandosi ai cambiamenti e mantenendo una motivazione positiva.
- Consapevolezza degli altri: essa include la capacità di riconoscere ed essere sensibili alle emozioni altrui, di comprendere le loro prospettive e di reagire in modo empatico.
- Abilità relazionali: essa include la capacità di stabilire e mantenere rapporti sani e gratificanti, comunicare in modo efficace, lavorare in squadra e risolvere i conflitti in modo costruttivo.
Intelligenza emotiva: come si misura il quoziente emotivo EQ?
Possiamo misurare l’EQ, il quoziente emotivo, in diversi modi. Andiamo a scoprire insieme quali sono i metodi per farlo:
- Sondaggi autosomministrati: prevedono la compilazione di un questionario, nel quale i partecipanti valutano se stessi su una scala da 1 a 5. Questo tipo di test andrebbe svolto cercando di essere il più onesti possibili, mentre è stato rilevato che molti intervistati “mentono” cercando di abbinare le loro risposte a risultati socialmente più accettabili. Ad ogni modo, in giro per il web è possibile trovare diversi test di questo tipo. Un esempio è quello del dottor Maurizio Sgambati, psicologo e psicoterapeuta, che potete fare gratuitamente qui.
- Test MSCEIT (Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test): questo test valuta la capacità di percepire, usare, comprendere e gestire le emozioni in sé stessi e negli altri. Mette alla prova la percezione emotiva di un individuo e le sue capacità di gestione.
- Valutazione ESCI (Emotional and Social Competence Inventory): si tratta di un tipo di valutazione che prevede le persone che ti conoscono e che hanno una certa familiarità con te, valutino le tue capacità emotive e sociali in ambienti e ambiti diversi.
- EQ-i (Emotional Quotient Inventory): si tratta di uno dei test più utilizzati per misurare l’intelligenza emotiva. Valuta le cinque componenti principali dell’intelligenza emotiva: consapevolezza di sé, autoregolazione, motivazione, empatia e abilità sociali.