Bebe Vio e la disabilità: "Si può ridere. Ringrazio la malattia"

La campionessa dice la sua in un'intervista rilasciata a Le Iene

Bebe Vio stupisce ancora, stavolta in un’intervista rilasciata alle Iene. “Si può ridere della disabilità?” si chiede la Iena Sabrina Nobile, all’inizio di questo servizio. Una domanda scomoda, politicamente scorretta a cui replicano a modo loro autorevoli firme della satira nostrana, da Vauro a Maddox.

Opinioni discordanti, a volte in contraddizione. Bebe, che la risposta a questa domanda l’ha già data più volte, spesso sui social dove i suoi post hanno un riscontro notevole: uno su tutti lo scatto, pubblicato su Facebook, in cui ha usato come ‘selfie stick’ (il bastone da selfie) la sua protesi al braccio destro.

“A me non è sembrata una cosa così strana” commenta la campionessa paralimpica di scherma a proposito di quella foto, diventata virale. “È normale per me staccarmi qualcosa e darlo agli altri. Anche in classe, quando andavo a scuola, se c’era una lezione un po’ noiosa mi arrivava dal fondo una voce: Bebe mi passi il braccio che mi sto annoiando? E usavano le mie braccia per iniziare a giocare, a scrivere e tutto quanto”.

“Quando uno parla con te sembra tutto semplicissimo”, le dice l’inviata. Che poi le domanda: “Non è che una persona che vede uno spirito come il tuo pensa: Forse su certe cose non si deve e non si può scherzare?” “No, invece, secondo me è il contrario – afferma Bebe – e, secondo me, esattamente perché siamo persone normali, siamo persone alla pari, come io ti prendo in giro perché sei delle Iene, una persona può prendermi in giro perché mi stacco il braccio per fare una roba. Io sono fiera delle mie protesi, mi piacciono”.

Continua la campionessa: “Le mie caratteristiche mi piacciono, io così mi sento bene, mi sento forse meglio di come mi sentivo prima. In un certo senso io devo ringraziare la malattia perché mi ha fatto scoprire tutto un nuovo mondo che è quello paralimpico e mi piace un sacco, sto scoprendo lo sport paralimpico e per me è la cosa più bella di tutte. Per me il sogno era Rio, e adesso io a Rio ci sono andata”.

Più che un’intervista una lezione di vita, quella di Bebe Vio. Che spiega perché non vuole essere trattata da disabile: “Secondo me, quando arriva uno che ti dà una pacca sulla spalla e ti dà una scossa pure è meglio, perché sei una persona normale e ti devono trattare normalmente. Quindi, bisogna prendersi in giro, bisogna prendere in giro gli altri. Se vedo uno in carrozzina, io ci tengo a prenderlo in giro perché faccio capire anche a lui che non lo sto trattando come un disabile”.

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