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Questo alimento è sopravvissuto per quasi 300 anni: in che condizioni era

Un limone del 1739 è sopravvissuto per 300 anni ed è arrivato fino a noi: scopri come ha fatto e dove è stato tutto questo tempo.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Nel mondo delle scoperte insolite e dei reperti straordinari, poche storie possono eguagliare quella del limone risalente al lontano 1739. Provate solo a immaginare il profumo intenso che avrà emanato quando era fresco per poi sparire, come un segreto custodito gelosamente, nascosto nel ventre di un mobile del 19° secolo. Il 16 gennaio scorso, questo eccezionale frutto, testimone di oltre tre secoli di storia, è stato messo all’asta, suscitando l’interesse e la meraviglia di esperti e curiosi. Tuttavia, la vera domanda che è sorta in tantissimi è: in che condizioni si trovava questo limone, dopo quasi trecento anni di esistenza?

Lo strano limone sopravvissuto per quasi 300 anni

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La casa d’aste Brettells Auctioneers & Valuers di Newport, Inghilterra, ha recentemente catalizzato l’attenzione del mondo con una vendita all’asta alquanto insolita. Il protagonista? Un limone, risalente al 1739, che ha attraversato il tempo e lo spazio conservandosi nascosto all’interno di un mobile del 19° secolo. Questo eccezionale frutto, testimone di oltre tre secoli di storia, ha catturato l’immaginazione dei presenti e dei curiosi, anche perché è stato venduto a quasi 1.800 dollari. Tuttavia, il vero punto di interesse non è tanto il prezzo, quanto lo stato straordinario in cui si trovava il limone, quasi intatto nonostante la sua veneranda età.

Il colore marrone intenso che ha assunto il frutto nel corso degli anni potrebbe essere ingannevole, ma la sua integrità rimane sorprendentemente intatta.

Un’ipotesi intrigante suggerisce che il limone potrebbe aver viaggiato dall’India all’Inghilterra come un regalo romantico, come indicato dalle incisioni presenti: “Donato dal signor P Lu Franchini il 4 novembre 1739 alla signorina E Baxter“. Queste parole, immortalate sulla superficie del limone, hanno offerto un prezioso indizio per datare questo straordinario reperto gastronomico.

Il prezzo finale a cui è stato ceduto il limone ha inoltre suscitato la meraviglia di tanti, evidenziando la straordinaria rarità di un alimento che ha resistito alle inclemenze del tempo per oltre tre secoli. David Brettell, il banditore che ha condotto l’asta, ha sottolineato l’unicità di questo ritrovamento, affermando che non ci si aspetta di assistere a un simile evento in futuro. Anche perché il prezzo di vendita stimato era di soli 70 dollari o giù di lì… nessuno si sarebbe mai aspettato che l’asta degenerasse arrivando a una cifra da capogiro.

Ci sono alimenti che possono conservarsi per secoli?

Sebbene possa sembrare incredibile, esistono alcuni alimenti noti per la loro straordinaria capacità di conservazione, anche se pochi possono vantare una longevità simile a quella del limone in questione.

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Uno degli esempi più celebri è rappresentato dagli alimenti essiccati, come frutta secca, cereali e legumi. Grazie alla riduzione del contenuto di acqua, questi alimenti diventano meno suscettibili alla decomposizione batterica e alla crescita di muffe e funghi, potendo così conservarsi per periodi estesi, se opportunamente sigillati e conservati in condizioni adatte.

Altri alimenti noti per la loro capacità di conservazione sono il miele e il sale. Il miele, grazie alle sue proprietà antibatteriche e alla bassa disponibilità di acqua, è stato trovato praticamente intatto in antichi siti archeologici, dimostrando la sua straordinaria longevità. Il sale, invece, utilizzato tradizionalmente come metodo di conservazione per carne e pesce, ha la capacità di assorbire l’umidità e inibire la crescita batterica, consentendo la conservazione degli alimenti per lunghi periodi.

Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti gli alimenti hanno la stessa capacità di resistere al tempo. Molte variabili influenzano la durata di conservazione degli alimenti, tra cui il contenuto di acqua, il pH, il metodo di conservazione e le condizioni ambientali. Inoltre, anche se alcuni alimenti possono conservarsi per decenni o addirittura secoli, la loro qualità organolettica e il loro valore nutrizionale possono degradarsi nel corso del tempo, rendendoli meno appetibili e nutrienti.

Cosa ci potrebbe succedere se mangiassimo quel limone vecchio di 300 anni?

Ma cosa ci potrebbe succedere se mangiassimo quel limone vecchio di 300 anni? Innanzitutto, è importante considerare che un alimento così antico potrebbe essere stato soggetto a processi di decomposizione e deterioramento che potrebbero renderlo non sicuro per il consumo umano.

Il limone, nel corso dei secoli, avrebbe subito una serie di cambiamenti chimici e fisici che potrebbero comprometterne la sicurezza e la qualità. La presenza di muffe, batteri o microrganismi potrebbe aver compromesso la freschezza e l’igiene del frutto, aumentando il rischio di intossicazioni alimentari o infezioni.

Inoltre, anche se il limone sembra apparentemente intatto, la sua scorza è palesemente abbrunita. Questo è un segno che dimostra che il frutto ha subito processi di ossidazione che ne alterano la composizione chimica. Sostanze tossiche o composti dannosi potrebbero essersi accumulati nel corso del tempo, rendendolo quindi non adatto al consumo umano.

Dal punto di vista della sicurezza alimentare, è fondamentale affidarsi a criteri di buon senso e precauzione. Anche se potrebbe essere affascinante considerare il limone del 1739 come una curiosità storica, il rischio associato al suo consumo potrebbe superare di gran lunga il suo valore intrinseco. Tra l’altro, ad un prezzo di 1.800, sarebbe anche un pasto estremamente costoso!

Come ha fatto il limone ha conservarsi per 300 anni?

Il fatto che un limone abbia potuto conservarsi per 300 anni, come nel caso di quello del 1739 ritrovato recentemente, è straordinario e solleva diverse domande sulle condizioni che hanno consentito una tale longevità. Ci sono diversi fattori che potrebbero aver contribuito alla sua conservazione.

In primo luogo, il luogo in cui il limone è stato conservato potrebbe aver giocato un ruolo fondamentale. Se il limone fosse stato mantenuto in un ambiente fresco, asciutto e al riparo dalla luce solare diretta, le condizioni avrebbero potuto ritardare il processo di decomposizione. Un mobile chiuso gli ha potuto offrire un ambiente relativamente stabile e protetto nel corso dei secoli.

In secondo luogo, la bassa quantità di acqua presente nel limone potrebbe aver contribuito alla sua conservazione. L’acqua è fondamentale per la crescita batterica e fungina, e ridurne la quantità all’interno del limone avrebbe potuto limitare la proliferazione di microrganismi responsabili della decomposizione. Pertanto, può essere che il limone potrebbe aver subito processi di essiccazione naturale nel corso del tempo, riducendo ulteriormente il contenuto di acqua e ostacolando la crescita dei microrganismi.

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