Perché c'è l'ora legale?

L'ora legale: il risparmio energetico, i costi economici e gli svantaggi sulla salute di questa convenzione con fortune alterne

Fonte: Pixabay

Se avete passato la domenica tra sbadigli e tentativi inutili di abbracciare il sonno per qualche oretta, la colpa – lo sapete – è dell’introduzione dell’ora legale. Fino a che non vi siete accorti che alle sette e mezza di sera c’è ancora luce, avete probabilmente maledetto l’inventore dell’ora legale e vi siete forse chiesti perché ce ne sia bisogno.

Non preoccupatevi, il vostro malcontento si accompagna con alcune autorevoli voci pubblicate sulla rivista Atlantic e sul Wall Street Journal che, con toni diversi, definiscono la convenzione ‘costosa’, ‘pericolosa’ e ‘dannosa per i rapporti sociali’. L’ora legale è stata introdotta per risparmiare sul consumo di energia e sembra sia stato lo stesso Benjamin Franklin a ispirare l’idea.

Risparmio energetico

Il ‘risparmio energetico‘ è un mantra invocato in centinaia di occasioni a giustificazione di moltissime decisioni. La convenzione dell’ora legale può essere vista, di fatto, come una prima manovra di politica ‘green’ anche se le ragioni che l’hanno motivata sono esclusivamente economiche.

In Italia, la norma fu introdotta dapprima nel 1916 per garantire un maggiore risparmio energetico e far confluire più risorse verso le truppe impegnate al fronte. Gestendo un’ora di luce in più senza far ricorso all’illuminazione artificiale, era possibile mandare avanti la produzione risparmiando sui costi. Il vantaggio di un risparmio simile era oro colato per un Paese pressoché povero impegnato in una guerra dispendiosa e massacrante.

La storia della convenzione

Si racconta che la convenzione dell’ora legale sia nata, o meglio, sia stata ispirata da un articolo di Benjamin Franklin pubblicato su una rivista satirica francese nel 1784. Qui, l’inventore suggeriva di svegliarsi un’ora prima per sfruttare meglio la luce del sole e dunque risparmiare sul costo delle candele. Il ragionamento segue una logica chiara e intuitivamente corretta.

Di fatto, questa convenzione ha trovato fortuna alterna durante gli anni e ancora oggi c’è chi sostiene che gli svantaggi sulla salute, lo stress e i costi economici siano superiori ai vantaggi. Proprio per queste ragioni, l’ora legale venne abolita nel 1920 per essere definitivamente ripristinata solo nel 1966. Fino al 1980 segnò il passaggio del tempo per 4 mesi all’anno; mentre, dal 1981 iniziò a entrare in vigore la prima domenica di marzo. Dal 1996, tutti i paesi dell’Unione Europea aderiscono alla convenzione, mentre altri, come per esempio la Russia, ancora non si allineano alla norma.

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