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Segreto di longevità dei sardi? Fare l'opposto di quanto suggeriscono i nutrizionisti

Scopri il segreto di longevità degli abitanti della Sardegna! Un'intervista rivoluzionaria svela l'approccio alimentare che potrebbe cambiare le regole del gioco.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Recentemente, in un’intervista su Radio Uno condotta da Marcello Foa e Alessandra Ghislieri, uno dei più importanti scienziati dell’alimentazione al mondo, il professor Valter Longo, esperto di biogerontologia, ha gettato nuova luce sul segreto della longevità degli abitanti della Sardegna. Le sue osservazioni ribaltano molti dei paradigmi nutrizionali tradizionali. E, soprattutto, dimostrano la tradizionale testardaggine degli isolani… Il motivo? La loro longevità deriverebbe dal fatto che i sardi fanno l’esatto contrario di ciò che suggeriscono i nutrizionisti. Ma di cosa si tratta? Scopriamolo insieme.

Una dieta contraddittoria dietro il miracolo dell’iperlongevità sarda?

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. A Giù la maschera, il professor Longo ha sottolineato che la chiave per aspirare a una vita longeva non risiede in una dieta costante nel corso degli anni. Al contrario, ha indicato che gli ultracentenari italiani, in gran parte provenienti dalla Sardegna, hanno seguito un modello alimentare insolito. Per decenni, hanno adottato una dieta estremamente povera, a causa delle guerre e delle difficoltà economiche. Solo a un’età avanzata, intorno ai 70-80 anni, hanno iniziato a consumare quantità più sostanziose di cibo, inclusa una maggiore assunzione di proteine.

L’eccezionale longevità dei sardi è stata evidenziata dal professor Longo, sebbene sia considerata un fenomeno non facilmente replicabile ai nostri tempi.

Al contrario, suggerisce che il segreto della longevità moderna risieda soprattutto nella moderazione alimentare. Un recente studio condotto in Norvegia ha confermato che una dieta ricca di legumi, cereali e noci, preferibilmente vegetariana, può aumentare l’aspettativa di vita di oltre 13 anni se adottata fin dalla giovinezza.

Critiche alla Dieta Mediterranea e consigli per una longevità sostenibile

Nonostante la celebrità della dieta mediterranea, Longo la ritiene ormai quasi irrilevante, poiché molti adottano versioni distorte di essa: “Non esiste quasi più, e la maggiore parte delle persone fa la sua versione. Quindi in qualche caso può anche essere sana, ma in tanti casi non lo è affatto”.

Secondo il professor Longo, evitare un’elevata assunzione di proteine è fondamentale per la longevità. Le diete a basso contenuto di carboidrati possono anche essere dannose a lungo termine, nonostante i loro benefici immediati sulla perdita di peso. Lo studioso consiglia di monitorare attentamente le calorie, anche se avverte che l’approccio universale non è efficace poiché ogni individuo ha esigenze metaboliche diverse.

Oltre a una dieta equilibrata, Longo sottolinea l’importanza dell’esercizio fisico regolare. Raccomanda almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica moderata, come camminare, insieme a 15 minuti settimanali di esercizio più intenso.

Il digiuno, invece, “può fare danno. È assodato dagli studi che chi salta la prima colazione vive di meno. Due o tre volte l’anno digiunare può fare molto bene, ma solo se si è seguiti da un medico che indica quando è opportuno farlo”.

Il segreto della centenaria svelato qualche giorno fa: l’alimentazione

Recentemente, la signora Luigia Saccone di Tortolì (in provincia di Nuoro) ha raggiunto l’età di 100 anni. Originaria della Liguria, si è trasferita in Sardegna a 22 anni ed è rimasta lì fino ad oggi.

La sua dieta è molto semplice ma, forse, possiede il segreto della longevità. In un’intervista all’Unione Sarda, ha rivelato che mangia “poca carne, molte verdure, pane integrale, poche medicine e qualche integratore“.

Qualche anno fa Tziu Mundicu, ovvero Valerio Piroddi, ci lasciò all’età di quasi 112 anni. L’uomo, originario di Villamassargia, nel sud Sardegna, era nato nel 1905, aveva lavorato fino a 85 anni e osservato una dieta a base di frutta e verdura, ma anche formaggio, uova, lumache, vino rosso. Ogni tanto si concedeva lardo e dolcetti… insomma, non proprio una alimentazione castigata.

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Genetica, ambiente o alimentazione? Qual è il vero segreto della longevità sarda?

La Sardegna, tra l’altro, è celebre per il suo alto tasso di longevità, rientrando tra le Blue Zone, ovvero le regioni del mondo dove le persone vivono più a lungo e in salute rispetto alla media globale. Gli abitanti sardi suscitano da sempre l’interesse degli scienziati, desiderosi di svelare i segreti di questo fenomeno.

Una delle peculiarità della longevità in Sardegna è l’elevato numero di centenari. Diversi studi dimostrano che gli isolani invecchiano più lentamente e presentano minor rischio di malattie legate all’età, come malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro.

Le ragioni di questa eccezionale longevità risultano dalla combinazione di fattori genetici, ambientali e di stile di vita. Gli abitanti – in generale – seguono spesso una dieta tradizionale, ricca di prodotti locali come verdure, frutta, legumi, cereali integrali, pesce e olio d’oliva, associata a una moderata assunzione di carne e latticini, nota per i suoi benefici sulla salute. Inoltre, uno stile di vita attivo e una forte connessione sociale sono considerati determinanti per la longevità sarda. Gli anziani partecipano attivamente alla vita della comunità, mantenendo legami familiari e amicali solidi, elementi che contribuiscono positivamente alla loro salute e longevità.

Questa la teoria, ma la pratica è quella descritta dal professor Longo… per questo non sempre la scienza riesce a trovare una vera e propria risposta?

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La scienza cerca una risposta alla longevità sarda

Gli scienziati hanno analizzato approfonditamente la popolazione sarda per provare a comprendere i segreti della loro straordinaria longevità. La genetica emerge come un fattore cruciale, poiché si è riscontrato un elevato numero di varianti genetiche associate alla longevità tra gli isolani. Queste varianti possono influenzare diversi aspetti dell’invecchiamento e offrire protezione contro le malattie legate all’età, contribuendo alla longevità delle cellule.

Oltre alla genetica, numerosi studi si sono concentrati ovviamente sulla dieta e sullo stile di vita dei sardi per comprendere il loro impatto sulla longevità. Come abbiamo accennato sopra, diverse ricerche hanno evidenziato che una combinazione di fattori, tra cui una dieta equilibrata, attività fisica regolare, riduzione dello stress e un forte sostegno sociale, può favorire una vita più lunga e sana.

È importante sottolineare che è probabile che la longevità in Sardegna non dipenda da un singolo fattore, ma da una complessa interazione di elementi. La genetica, la dieta, lo stile di vita e il supporto sociale si influenzano reciprocamente, creando un ambiente ottimale per la longevità e la salute duratura degli abitanti dell’isola.

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