Trasporto animali, se leggi non mangerai più carne a Natale

Il trasporto degli animali vivi ha un prezzo altissimo in termini di crudeltà. Andiamo a scoprire quale.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Il periodo natalizio è per tutti sinonimo di gioia e condivisione, ma cela dietro di sé una realtà oscura e poco conosciuta: il trasporto degli animali destinati al macello. Un’indagine recentemente condotta da Animals’ Angels, Animal Welfare Foundation, Enpa ed Essere Animali ha messo in luce una serie di pratiche crudeli e disumane che coinvolgono agnelli e pecore provenienti da Romania e Ungheria e diretti verso i macelli italiani. A dicembre, un quarto dei 2 milioni di agnelli macellati in Italia, soprattutto in Lazio e Puglia, subisce il tragico destino natalizio che li porta sulle tavole del nostro paese. Ad un prezzo altissimo: andiamo a vedere le raccapriccianti condizioni di trasporto e le lacune normative che permettono tali atrocità, sperando che la consapevolezza possa essere il primo passo verso un cambiamento.

Viaggio all’inferno: cosa accade al trasporto animale su strada

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Le immagini raccolte tra il 13 e il 18 dicembre dalle associazioni rivelano un quadro allarmante. Degli 8 camion monitorati, tutti fermati dalle forze dell’ordine, uno ha ricevuto una sanzione di oltre 10 mila euro. Il motivo? Trasgressioni sistematiche alle norme sul trasporto animali vivi.

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Tuttavia, le violazioni riscontrate sono solo la punta dell’iceberg, evidenziando un sistema già compromesso. Spazi inadeguati, beverini inutilizzabili e sovraffollamento sono solo alcune delle atrocità che gli animali devono sopportare durante trasporti che spesso superano le 24 ore.

Le problematiche riscontrate dagli attivisti non sono nuove. Sono state documentate in passato da numerose investigazioni al confine con la Slovenia, evidenziando la sistematicità degli abusi nei confronti degli animali durante i lunghi trasporti. Dall’altezza inadeguata dei ripiani alla presenza di intercapedini pericolose, si tratta di violazioni che si ripetono ciclicamente nonostante gli sforzi delle associazioni.

I camion della tortura che portano la carne sulle nostre tavole

Un caso particolarmente sconcertante è emerso durante un controllo nei pressi di Sommacampagna, in provincia di Verona. Gli agenti hanno trovato animali sofferenti a causa del sovraffollamento, con almeno una pecora morta e un’altra agonizzante.

In un altro caso, un trasportatore con precedenti violazioni ha trasportato 169 animali in eccesso, con 5 pecore agonizzanti calpestate dagli altri ovini presenti sul trasporto. La mancanza di sanzioni in situazioni così gravi solleva interrogativi sulla reale attuazione delle leggi esistenti.

Normative lacunose e trasporto senza alcun controllo

Ci sono in realtà delle piccole precisazioni da fare sul trasporto di animali vivi che vanno al macello. Il contesto normativo a livello europeo è carente, incapace di garantire la protezione degli animali durante il trasporto.

Anche a livello nazionale, non ce la passiamo meglio. Nonostante una nota ministeriale emessa recentemente dal governo italiano per incrementare i controlli, la realtà sul campo è ben diversa. La proposta di revisione della normativa presentata dalla Commissione europea è considerata insufficiente dalle associazioni, che sottolineano l’importanza delle sanzioni come deterrente cruciale per gli organizzatori dei trasporti. Ad ogni modo, si tratta di questioni sulle quali sarebbe necessaria una enorme riflessione collettiva sul costo in termini di crudeltà della carne che arriva sulle nostre tavole nei giorni di festa.

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