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La Bibbia 'dice il vero': la scoperta bomba sull'antenato di Gesù secondo il Libro dell'Apocalisse

Scoperte straordinarie a Megiddo: la veridicità di un racconto biblico sull'antenato di Gesù

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Una scoperta archeologica sorprendente potrebbe aver confermato la veridicità di un racconto biblico che riguarda uno degli antenati di Gesù. Secondo il Libro dell’Apocalisse, Megiddo, noto oggi come Tel Megiddo, è il luogo in cui si svolgerà la battaglia finale tra il bene e il male che precederà la nascita di un nuovo mondo. Ma questa località è anche legata a un altro evento storico cruciale: la morte del re Giosia, un antenato di Gesù, per mano del faraone egiziano Neco II, come descritto nella Bibbia.

Per la prima volta, prove archeologiche sono state scoperte per supportare questa narrazione biblica, grazie a scavi che hanno rivelato tracce della presenza egiziana a Megiddo durante il regno di Giosia.

Tel Megiddo: Il luogo delle scoperte

Tel Megiddo, situato nella moderna Israele, è un sito archeologico che riveste un’importanza storica e religiosa enorme. Recentemente, gli scavi in questa area hanno portato alla luce una serie di reperti che potrebbero confermare la morte di Giosia, come raccontato nel testo biblico. Gli archeologi hanno trovato evidenze di una presenza egiziana al sito risalente al periodo in cui Giosia avrebbe dovuto essere ucciso, nel VII secolo a.C.

Assaf Kleiman, co-autore di uno studio sui ritrovamenti provenienti dall’Università Ben Gurion, ha dichiarato che le scoperte sono state una “grande sorpresa” per gli archeologi. Ha spiegato: “Le nostre recenti scoperte nella zona dell’amministrazione di Megiddo hanno rivelato i resti di una grande struttura datata alla fine del VII secolo a.C. All’interno di questo edificio, abbiamo trovato numerosi vasi di ceramica cruda e temperata con paglia, provenienti dall’Egitto, così come alcuni vasi greci orientali.”

Scoperte sorprendenti e la presenza di mercenari greci

Kleiman ha sottolineato che la presenza di vasi greci orientali è una pista interessante per gli studiosi. Il co-autore dello studio, Israel Finkelstein dell’Università di Haifa e dell’Università di Tel Aviv, ha spiegato: “La ceramica greca è generalmente considerata come un segno della presenza di mercenari greci. Sia fonti storiche come Erodoto che il re assiro Assurbanipal ci raccontano di mercenari greci provenienti dall’Anatolia che servivano nell’esercito egiziano.”

Secondo gli archeologi, questa scoperta potrebbe essere legata alla narrazione biblica che descrive la morte di Giosia per mano del faraone Neco a Megiddo nel 609 a.C. Giosia, noto come l’ultimo buon re di Giuda, è rappresentato nella Bibbia come un riformatore religioso che pose fine al culto di divinità diverse da Yahweh.

La morte di Giosia: una storia ancora dibattuta

Finkelstein ha spiegato: “La Bibbia racconta la morte di Giosia a Megiddo in due libri: nel Libro dei Re, dove viene ucciso da Neco durante uno scontro, e nel Libro delle Cronache, dove muore in una battaglia contro gli egiziani. Il racconto nel Libro dei Re offre un resoconto ‘quasi in tempo reale’, mentre il Libro delle Cronache riflette pensieri successivi di secoli.”

Le nuove prove di una guarnigione egiziana, forse composta anche da mercenari greci, a Megiddo alla fine del VII secolo a.C. potrebbero fornire il contesto per l’evento descritto nella Bibbia. Il sito di Megiddo, conosciuto anche con il nome ebraico di “Har Megiddo” (Monte Megiddo), è stato tradotto in greco come “Harmagedon”, che ha dato origine al termine moderno “Armageddon”.

La causa della morte di Giosia rimane ancora un tema di dibattito. Alcuni storici sostengono che Giosia e il suo esercito abbiano ostacolato l’avanzata del faraone Neco verso la Siria, mentre altri suggeriscono che Giosia fosse stato convocato come vassallo e successivamente giustiziato per non aver pagato il tributo dovuto all’Egitto.

Il significato delle scoperte

Queste scoperte confermano l’importanza storica di Tel Megiddo, non solo come luogo legato agli eventi apocalittici del Libro dell’Apocalisse, ma anche come un sito chiave per la comprensione della storia biblica. Le evidenze archeologiche rinvenute, che testimoniano la presenza di soldati egiziani e mercenari greci, offrono nuove prospettive sulla morte di Giosia e sul conflitto tra Giuda e l’Egitto.

Le rivelazioni emerse dagli scavi a Megiddo potrebbero quindi non solo riscrivere parte della storia biblica, ma anche fornire una finestra preziosa sulla politica e sugli alleati militari dell’epoca. Con il passare del tempo, queste scoperte continueranno probabilmente a suscitare nuove riflessioni sul passato e sulla veridicità dei testi sacri.

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